Grotte GSGT

BUCA DEL CAPITANO (Final Destination) 882 UPG

Avvertenze

Le ridotte dimensioni dei cunicoli, il pozzetto stretto anche se arrampicabile, la possibilità di crolli di sassi dal ciglio dell’ingresso, riservano la visita agli speleologi.

Descrizione

Buca con brevi diramazioni e un pozzetto che continua in fondo come fessura.

Individuata da Fabio Donnini nei primi di giugno del 2017, la grotta riceve due nomi in tempi diversi, inconsapevolmente: il Capitano è Cesare Orlandi, Capitano di Costacciaro, che nel 1612, per ordine del Serenissimo Duca d’Urbino, Francesco Maria II della Rovere, dovrà occuparsi dell’ultimo orso avvistato sul monte Cucco. Oppure Final Destination, mèta finale, è il titolo di una famosa saga horror, è il luogo dove si arriva alla fine di un viaggio, in questo caso l’ultimo disperato scavo intrapreso nella Costa del Vipraro.

La grotta, appena una fessura soffiante, nei mesi di giugno, luglio e agosto 2017 fu disostruita dal Gruppo Speleologico Gualdo Tadino senza ottenere gli sviluppi sperati. Solo la forte corrente d’aria in uscita d’estate spronava a continuare una disostruzione altrimenti poco appagante: come in altre cavità della Costa del Vipraro, l’ipotesi di lavoro è raggiungere le zone profonde di “Cucco Libero”.

Da Pian del Monte si prende in basso in direzione ovest, perdendo quota gradualmente fino alla Costa del Vipraro, si scende per tracce di sentieri, si oltrepassa la Grotta del Vipraro e un po' più in basso si può avere la fortuna d’incontrare la cavità, all’ombra di una macchia di faggi e con avanti uno spiazzo. Il percorso di avvicinamento richiede circa quaranta minuti.

La grotta è nel Calcare Massiccio, i flussi d’aria si comportano come in un ingresso basso o intermedio, con una forte corrente d’aria in uscita a 8,6° C in estate.

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – agosto 2026

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