Grotte GSGT

GROTTA DEL NARCISO 568 UPG

Avvertenze

Dopo la trasformazione della struttura da Albergo – Ristorante a condominio di abitazioni private, la botola di accesso alla grotta è stata definitivamente chiusa.

Descrizione

Cavità di medie dimensioni, ben articolata, con alti camini, spesso fangosa, con uno specchio d’acqua, raggiungibile con un pozzo artificiale.

Narciso fu per oltre 30 anni il nome del ristorante - albergo sotto cui la grotta si sviluppa. Narcissus poeticus, fiore che in maggio costella i pascoli di Valsorda, tanto da costituirne un emblema.

Un pozzo artificiale, scavato negli anni ’50 su indicazione di un rabdomante per approvvigionare d’acqua il costruendo albergo “Narciso” in Valsorda, incontrò a venticinque metri di profondità fessure che inghiottivano aria. L’opera fu interrotta, il pozzo intonacato e trasformato in cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, convogliata dal tetto dell’albergo. L’aneddoto, raccontato da Erminio Radici, detto “il Bergamasco”, proprietario dell’edificio, fu l’esca per accendere l’immaginazione degli speleologi gualdesi, che, a cominciare dal dicembre 1986, svuotarono il pozzo da acqua e melma per demolire il tappo di ferro e cemento che sigillava il fondo del pozzo. Continuando a perforare la roccia sul fondo, il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino il 6 giugno 1987 trovò la comunicazione con una cavità naturale, la cui esplorazione, che necessitò di risalite e d’altri scavi interni, proseguì per tutto il 1987, rivelando un susseguirsi di cunicoli e sale per uno sviluppo totale di m 186 fino ad una profondità di m – 42, il tutto esattamente sotto la pianta dell’ex albergo.

Da Gualdo Tadino si giunge a Valsorda e al centro della valle è agevole trovare l’ex albergo Narciso, ora convertito in condominio. Il locale in cui si apriva il pozzo d’accesso è in basso, a sinistra rispetto all’entrata principale ed al piazzale antistante.

Un bel pozzo artificiale, detto Pozzo Ettorre (P26), fornito di grappe che permettono di scendere e risalire anche senza corda, ha alla base uno stretto passaggio per una sala (risalita per m 15 senza trovare prosecuzioni), che comunica con un’altra poco più ampia, percorsa da un rigagnolo d’acqua che scava un piccolo canyon nel fango. Ignorando un cunicoletto che a destra risale per poi stringere definitivamente, si prosegue in basso per un fangoso laminatoio che, attraverso una severa strettoia, permette di scendere in un altro ambiente. Di fronte una via va giù stretta fino al lago (sul quale affluisce un camino non risalito) nel punto più basso della grotta; altrimenti in due passi si è alla base del Pozzo della Guazza, risalito per una decina di metri per raggiungere altre vie evidenti, che danno accesso ad un complicato sistema di pozzetti e cunicoli, tutti destinati ad essere occlusi dal fango.

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – luglio 2026

Link

Torna alle grotte