Grotte GSGT

GROTTA DEL VIPRARO 867 UPG

Avvertenze

Per ambienti stretti, bassi, talvolta franosi, per la presenza di un dislivello, la cavità è percorribile solo da speleologi.

Descrizione

Grotta complessa, con due aspetti: uno a destra dell’ingresso, con cunicoli stretti e bassi somiglianti alla soprastante Buca XY, l’altro a sinistra, oltre una strettoia, con temperature sensibilmente più basse, intasato da detriti, in cui si nascondono prosecuzioni che potrebbero congiungersi con il “Cucco Libero”, regione ipogea della grande grotta del Cucco attualmente priva di sbocchi sul versante ovest del monte.

La grotta prende il nome della località in cui si apre, “Costa del Vipraro”, forma dialettale per viperaio, luogo infestato da vipere.

Individuata da Euro Puletti nel 1988, la grotta (al tempo una larga fessura orizzontale alta pochi centimetri) nel 2007 destò, su sollecitazione di Euro Puletti, l’interesse del Gruppo Speleologico Gualdo Tadino che iniziò la disostruzione. Si iniziò liberando uno scivolo, occluso in basso da un conoide di terra e pietre, poi si proseguì in orizzontale fino ad una strettissima finestra soffiante. Franca Ruzziconi il 29.08.07 individuò sulla destra un passaggio per una complicata rete di cunicoli, il “Ramo Franca”. I lavori furono ripresi a fine luglio 2012 per superare la strettoia soffiante, che il 31.07.2012 fu oltrepassata da Elisa Pascolini. Tra agosto e settembre 2012 si esplorò il “Ramo dei Manzoni”, prima in orizzontale poi liberando un pozzetto che condusse in meandrini con aria ma irrimediabilmente stretti: l'esplorazione nel 2012 fu condotta da un eterogeneo gruppo di speleologi (di Gualdo Tadino, Costacciaro, Perugia, Foligno, Gubbio, Sigillo, Scheggia, Sassoferrato, Arcevia, Terni) soprannominati “le fere del Vipraro”, tanto che ai lavori si alternarono una quarantina di speleo. Nell’aprile 2013 il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino tentò di proseguire nel Ramo dei Manzoni con scavi sul fondo e così anche nel gennaio 2016 ma senza risultati apprezzabili. Nel 2019 il Gruppo Speleologico CAI Perugia e il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino ripresero i lavori ripristinando l’accesso al ramo terminale e il GSGT proseguì ancora nel 2023, senza trovare la continuazione per le parti profonde: la soluzione del problema dipenderà da uno sgombero totale dei detriti nel Ramo dei Manzoni, possibile soltanto con interventi coordinati di più gruppi speleo.

La grotta si raggiunge in meno di mezz’ora da Pian del Monte, scendendo dai prati del decollo sud del monte Cucco in direzione di Villa Scirca, seguendo tracce di sentiero fin dentro la macchia dove si nota il cono detritico antistante l’ingresso.

Dopo un basso ingresso, un breve cunicolo porta alla fessura soffiante. Sull’immediata destra un passaggio immette in strette gincane che conducono al Ramo Franca, costituito da bassi laminatoi che seguono la pendenza esterna del monte e si risolvono, sia in alto che in basso, in cunicoli impercorribili. La fessura soffiante (ora una finestra) invece risale a sinistra e conduce nel Ramo dei Manzoni, una bassa condotta intasata da detriti che porta ad un pozzetto, in cui si scende su scaletta. In basso l’aria e i pipistrelli si insinuano in meandrini impercorribili.

La grotta (di probabile origine ipogenica) si forma nel Calcare Massiccio. La temperatura nel Ramo dei Manzoni (05.09.2012) è di 7,5° C, nel Ramo Franca (02.09.2007) è di 12,1° C; i flussi d’aria nel Ramo dei Manzoni sono in uscita in estate (luglio 2012) e in aspirazione in inverno (12.03.2023). Il 29.07.2023 squadre speleo del GSCai Perugia rilasciarono mercaptano nella Galleria dei Gessi della Grotta di Monte Cucco 17 UPG e squadre esterne controllarono gl’ingressi tra Costa del Vipraro e Orsare, lasciando captori per rilevare la sostanza. Il giorno dopo il mercaptano in quantità significative fu captato nella grotta del Vipraro.

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – agosto 2026

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