Grotte GSGT

GROTTA DELL’ORNELLO 473 UPG

Avvertenze

Grotta semplice e orizzontale di facile accesso, non presenta particolari difficoltà.

Descrizione

Breve galleria orizzontale e di facile accesso nel Calcare massiccio della Valle del Fonno. Altre denominazioni: Grotta II del Partigiano, Grotta di Frate Fava.

Il nome “Grotta dell’Ornello” è ripreso dalla tradizione locale e dovuto agli alberi che crescono nella macchia intorno e sottostante la grotta. Oggi è indicata da un cartello come “Grotta di Frate Fava”, in riferimento alla frequentazione eremitica dell’antro. Prima del 1975 fu rilevata e messa a catasto dagli speleologi eugubini Menichetti e Sannipoli col nome di “Grotta II del Partigiano”.

Conosciuta da sempre per la facilità d’accesso e per l’evidenza del suo ingresso, la grotta è stata probabilmente rifugio di eremiti nel Medioevo. Le cronache riportano che nel 1224 San Francesco s’inerpicò fino ad un antro sotto le rupi di Campetella per visitare un confratello, frate Fava, ed invitarlo ad abbandonare l’inospitale eremo dove si era debilitato oltre misura (…servum Dei fratrem Favam, qui in antro speluncae intra montes se recluserat…): si può ipotizzare che l’antro suddetto, definito da Lodovico Iacobilli nel 1638 “una spelonca sassosa, e profonda” sia proprio questa grotta. Il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino visitò l’antro il 05.03.1978: subito dopo si adoperò presso il Catasto Speleologico Umbro per recuperare il nome tradizionale della grotta.

Da Gualdo Tadino si raggiunge la Rocchetta, poi a piedi per la valle del Fonno fino al Pian della Croce. Proseguendo per il sentiero che conduce al Fontanile di Capetella, subito sopra un’opera di presa si nota un cartello che la indica come Grotta di Frate Fava e si segue il breve e facile sentiero fino alla grotta. L’ampio ingresso che qui si apre è ben visibile, ma non dal basso, perché resta coperto dalla folta vegetazione.

Una galleria orizzontale piuttosto ampia penetra nella roccia per undici metri. Il suolo, un tempo ben compatto, mostra i segni di scavo di saccheggiatori di reperti. Da un punto di vista strettamente speleologico, è per ora impensabile una prosecuzione.

Notevole la presenza di Dolichopoda, confermata il 29.07.2024, quando è stato osservato anche un pipistrello.

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – agosto 2026

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