Grotte GSGT

ANTRO DELL'ACERO 858 UPG

Descrizione

E’ una piccola cavità, in gran parte riempita da detriti, che si sviluppa nella zona di contatto tra la formazione del Bugarone ed il Calcare Massiccio. Interessante la posizione, è nell’area delle alte sorgenti del fiume Feo.

L’Antro dell’Acero è stato così chiamato dagli esploratori per l’albero che piega la sua chioma verso la grotta.

L’Antro dell’Aceroa cavità è stata trovata da Paola Cerrato, speleologa anconetana, nel corso di un’escursione effettuata con il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino il 16.03.1986. Nei giorni successivi il GSGT iniziava i primi scavi, poi ripresi nel maggio-giugno 1988 ed in agosto-ottobre 1995 (con gruppo elettrogeno ed elevatore elettrico). La disostruzione non ha trovato né diramazioni né prosecuzioni aperte né ostacoli, promette bene ma ha bisogno di speleologi motivati e disposti a un duro lavoro.

Si risale la Valle del Fonno partendo dalla Rocchetta di Gualdo Tadino, oltrepassando le deviazioni per Capetella, per la strada degli Elci, per la strada dei Nacchi. Sul versante di monte Nero, quando la valle si allarga, si sale per tracce di un vecchio sentiero, fino a quota m 1130, dove con difficoltà, tra un prato e la faggeta, si ritrova il ripiano in cui si apre la grotta. Il percorso di avvicinamento può richiedere 90 minuti. In alternativa, considerando il divieto di transito in zona Rocchetta e l’attuale difficoltà a percorrere la Valle del Fonno, si può scendere dalla Valle del Pero per la mulattiera o dal Poggio Campanella per il sentiero che attraversa la Schioppa, percorsi che esigono una buona conoscenza della zona e che comunque richiedono tempi ben oltre le due ore.

La grotta’ingresso è in uno spiazzo tra gli alberi. Una volta triangolare immette in un pozzo, che ora è in parte ampliato da scavi ma che in gran parte resta ostruito da detriti. Concrezioni sono presenti sulla volta e sul fondo, dove lo scavo, dopo aver rimosso in parte la frana incombente alle proprie spalle, può ancora approfondirsi. Per scendere lungo la frana serve attenzione ed è indispensabile la presenza di speleologi. Una corda da m 15 ancorata ad alberi vicini permette di risalire la china detritica. La grotta per ora è l’unica cavità trovata sul monte Nero.

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino - maggio 2025

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