Grotte GSGT

GROTTA DELLA MINIERA 106 UPG

Avvertenze

La grotta può essere discesa solo da speleologi. Anche la galleria d'accesso richiede esperienza e massima attenzione (rischio frane all'ingresso, accessi non protetti a pozzi verticali, incontro con ospiti occasionali che, spaventati da intrusioni improvvise, non hanno vie di fuga e potrebbero reagire). Si propone di evitare di accedere nelle cavità tra novembre e marzo, per non creare problemi ai pipistrelli in letargo (gli spazi abitativi sono ristretti e pertanto è difficile non disturbarli). Il delicato equilibrio che regola la vita della fauna della grotta richiede accorte valutazioni e azioni conseguenti, di non semplice comprensione se non si ha familiarità con il mondo sotterraneo.

Descrizione

Notevole cavità verticale che si apre all'interno di una galleria mineraria.

La Grotta della Miniera prende il nome dalla miniera di ferro abbandonata all'interno della quale si apre. L'attività, prima di prospezione e poi estrattiva, è documentata dalla metà del XIX secolo, quando, per conto dello Stato Pontificio, l'ingegnere Felice Gauthier e soprattutto l'ingegnere Angelo Vescovali fecero sopralluoghi in zona trovando un giacimento meritevole di essere sfruttato. Con alterne vicende, l'attività mineraria proseguì per quasi un secolo; da segnalare l'uso degli ossidi di rame e ferro, ridotti in polvere, per realizzare terre coloranti per l'edilizia e come prezioso ingrediente nelle più o meno segrete ricette di colori per ceramiche usati nelle tecniche al terzo fuoco per ottenere riflessi metallici mastrogiorgeschi. La galleria che raggiunge la grotta fu probabilmente scavata verso la metà del 1800, ma solo nel 1941, ripresi gli scavi, la galleria intercettò un profondo pozzo. Il 31.08.1976, su indicazioni di Italo Scatena, si riportò alla luce l'ingresso della galleria, che fu percorsa il 2 settembre fino alla finestra che dava sul pozzo inesplorato. La discesa di questo, dopo un precedente tentativo, fu completata il 10.10.1976 dal Gruppo Speleologico Gualdo Tadino, formatosi in quei giorni, con la collaborazione determinante del Gruppo Speleologico CAI Perugia. Dopo la risalita del Pozzo del Chioppo nel dicembre 1978 (completata nel 1986) e l'esplorazione di altri rami minori, nell'agosto 1981 il GSGT risalì in artificiale il Pozzo dello Stroscio e raggiunse una frana sospesa che fermerà l'esplorazione fino all'8.12.1985, quando si ricavò uno stretto passaggio per i piani superiori del Ramo del Castoro, fino a un'altra frana sospesa. Anche sul fondo del Pozzo della Sassaiola, tra marzo e aprile del 1990, ci furono disostruzioni importanti, ma vane, alla ricerca di un passaggio oltre la grande frana terminale. Successivamente si attrezzò una via ferrata per raggiungere i Rami del Castoro (1994) e si completò una risalita nel camino della Sala della Stella (2020). Tra il 2025 e il 2026 fu reso praticabile un secondo accesso alla Sala della Stella, che permise di raggiungerla senza uso di scale o corde.

La Grotta della Miniera si raggiunge in un'ora di cammino dall'ultima cava di Sascupo, sopra la frazione di Rigali, da cui si risale la montagna per la strada del Rifugio Monte Penna. Abbandonata questa a circa m 1000 di quota, si prosegue per sentieri e mulattiere utilizzate dai minatori, poi per tracce di sentiero fino a una trincea, in fondo a cui si apre la galleria.

La Galleria di Italo, artificiale, intercetta dopo trenta metri alcuni tratti naturali: a destra un camino (Pozzo del Chioppo m14) ed a sinistra una sala (Sala della Stella) che scende fino a m -7. Proseguendo s'incrociano altri brevi tratti naturali, poi la galleria si divide. Seguendo a sinistra il tratto più lungo, quasi alla fine una corta diramazione porta alla sommità del pozzo. Si scende fino al primo frazionamento, dove è possibile traversare (armo fisso) verso il ramo del Castoro oppure proseguire in basso nel Pozzo dello Stroscio (P. 18): si continua a scendere fino ad un breve traverso, che porta all'attacco dell'ultimo tratto (P. 25, Pozzo della Sassaiola) dove si fila lungo uno specchio di faglia e poi in libera fino al vasto ambiente con frana che limita in basso la grotta. Traversando invece per il Ramo del Castoro, si può risalire (p. 10, armo fisso) fino ai vani superiori, sale sovrapposte separate da restringimenti, con una frana sospesa che incombe sull'ultimo cunicolo.

Il flusso d'aria è in uscita in estate (comportamento caratteristico di un ingresso basso o intermedio). La temperatura nelle Gallerie di Italo è intorno ai 10° C. Nella grotta scorre un corso d'acqua perenne.

Sulle pareti del terrazzino da cui parte la risalita per il Ramo del Castoro sono incastonate rare ammoniti fossili. Ricche di fauna ipogea sono la galleria artificiale e le sue diramazioni: presenti numerosi ordini e generi (Ditteri, Lepidotteri, Coleotteri, Tricotteri, Oxychilus, Meta, Nesticus, Dolichopoda, Micropterna, Scoliopteryx, Limonia, Speleomanthes, Rhinolophus, Myotis, Speleomanthes).

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino - maggio 2026

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