Avvertenze
L’ingresso scosceso e altri tratti franosi o stretti consigliano la visita con la presenza di speleologi e con adeguate protezioni.
Descrizione
La cavità è la parte anteriore di una caverna divisa in due dal crollo della volta: dato il nome “Antro di Brèus” alla porzione posteriore, è d’obbligo chiamare Morvàn quello che resta dell’ingresso della grotta. “Voi? Ma chi siete? Qual è il vostro nome?”. “Morvan il nome, Breus il soprannome” (da Brèus di Giovanni Pascoli, Traduzioni e riduzioni, 1913).
Il complesso di cavità di cui fa parte la Grotta di Morvàn fu segnalato al GSGT da Massimo Gaudenzi (detto Massimetto de Nena). Con la sua guida il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino raggiunse il luogo il 4 luglio 1981 esplorando il fenomeno carsico principale, una gran caverna divisa in due e messa allo scoperto dal crollo della volta. Ritornati il cinque luglio e il venti dicembre 1981 per saggi di scavi, il complesso carsico fu poi dimenticato e solo il 09.01.2000 fu nuovamente raggiunto e negli anni successivi più volte visitato e indagato.
Da Gualdo Tadino si raggiunge la pineta di Roti, si oltrepassa il luogo detto “Il Soldato”, poi la fonte “i Renacci”, chiamata comunemente “ i trocchi” (una sorgente, quasi perenne, a m 804). I Renacci possono essere raggiunti in auto 4x4. Si prosegue per l’evidente sentiero in direzione “Cava del Ferro” fino al primo gran canalone, senza nome sulla carta IGM, affluente nord del Fosso Selva Grossa. Si risale il canalone al suo interno per tracce di sentiero fino a quota m 980, dove s’incontra una breve galleria artificiale (probabile saggio di scavo dovuto all’ing. Vescovali, metà del XIX secolo, per prospezioni minerarie). Si abbandona il canalone risalendo a sinistra fino ad incontrare, quasi a quota m 1000, l’evidente complesso carsico, di cui fa parte anche l’Antro di Brèus 880 UPG e la Tana del Rèolo 881 UPG.
Il crollo della volta di una notevole caverna ha determinato l’aspetto attuale, diviso in due segmenti: la Grotta di Morvàn è l’ingresso, mentre l’Antro di Brèus più a monte, è la parte più interna della caverna originaria. Una ripida china porta in breve al livello di base, ingombro di detriti, dopo una bassa volta la cavità si esaurisce in ambiente di frana. Non sono evidenti prosecuzioni, probabilmente nascoste dal crollo.
La grotta si è formata nella formazione del Bugarone.
Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – luglio 2026