Avvertenze
La discesa richiede attenzione e l’uso di uno spezzone di pochi metri di corda, legato al pino adiacente all’ingresso. Purtroppo non ha prosecuzioni: si sperava in un collegamento col soprastante Buco Bucone 643 UPG, così da scavalcare gl’impedimenti di carattere stratigrafico che hanno bloccato i tentativi di oltrepassare il fondo del vicino abisso.
Descrizione
Piccola grotta di possibile origine ipogenetica, che si apre nel Calcare Massiccio.
La grotta prende il nome dalla località in cui è situata (Pian de’Cupi o Pian de’Cupuije).
Conosciuta da tempo perché riparo per pastori e viandanti lungo la via che da Santo Marzio porta sul monte Serra Santa, la cavità era segnalata dal sig. Giuseppe Pellegrini al Gruppo Speleologico Gualdo Tadino, che la visitava il 09.07.1978. Scavi effettuati dal GSGT nel 1983, nel 1985, soprattutto nel1986 quando fu completamente liberata dal riempimento detritico, poi nel 1988 e nel 2024 rendevano più agevole l’accesso e sondavano ogni possibile cunicolo, ma non evidenziavano prosecuzioni, nonostante l’accanimento.
Da Gualdo Tadino si raggiunge Valsorda e si continua in direzione Serra Santa. Parcheggiando nel vasto spiazzo (quota m 1150) a fianco del tornante prima di Pian de Buceto, si prende un sentiero pianeggiante che attraversa la pineta del Salto del Prete e raggiunge la Balza del Mezzogiorno. Prima dei prati che scendono alla Balza, un sentiero sulla destra, segnalato come “Sentiero della Spina”, tornando indietro scende fino ad incontrare il fitto bosco sotto la Balza del Prete. La grotta si trova una decina di metri prima, sotto il sentiero, l’ingresso è vicino a tre pini, ma è poco evidente. Tempo di avvicinamento circa venti minuti.
Uno scivolo è seguito da un piccolo salto, che immette in una cavernetta, divisa in due ambienti, da cui si diramano brevi e stretti cunicoli chiusi. Nel mezzo c’è anche una via verso il basso, chiusa. Notevole la presenza di Limonia, in inverno sono presenti anche rari pipistrelli.
Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – luglio 2026