Descrizione
Le due grotte, scoperte ed esplorate in tempi diversi, con due ingressi distanti ottanta metri in linea d’aria e quasi alla stessa quota, scendendo in profondità convergono una verso l’altra e nel 2022 è stato trovato un passaggio, a m -70, che le mette in contatto.
La Grotta dell’Ultima Luna 870 UPG è stata scoperta sotto l'ultima luna di maggio il 28 maggio 2016 da Fabio Donnini e Graziano Bellucci del Gruppo Speleologico Gualdo Tadino. Ampliato l'ingresso, il primo pozzo della grotta (Pozzo della Luna) è stata scesa il 05.06.2016, superando le strettoie iniziali. Il 14.06.16 è stato la volta del secondo pozzo da m 24, chiamato Pozzo Gaudì, una calata nel vuoto tra strutture di roccia che evocano l'architettura visionaria di Antonio Gaudì. Il 20.06.2016 si proseguì allargando un passaggio discendente e intercettando la base di un alto camino, parallelo al Gaudì, il Pozzo Patata. Il 19.08.2016 la prosecuzione fu trovata in una zona labirintica e seguendo un meandro discendente in direzione sud, fino a restringimenti estremi, oltre i quali la grotta si collega con la vicina Grotta del Topoelefante.
La grotta si raggiunge da Valsorda in circa venti minuti per la mulattiera che, oltrepassato il rifugio Monte Maggio, taglia il monte in diagonale. Poco prima di uscire definitivamente dal bosco, si risale per pochi metri una traccia fino alla piazzola in cui si apre la grotta, protetta da un graticcio in legno.
La grotta si apre nel Calcare Massiccio, è a sviluppo verticale, è percorribile soltanto da speleologi. Presenti chirotteri e numerosi Meta Menardi che nidificano nei pressi dell'ingresso. I flussi d’aria all’interno soffiano verso l’esterno in estate e aspirano in inverno (ingresso basso o intermedio), la temperatura misurata varia tra 8,2° e 7,0°C.
La Grotta del Topoelefante 866 UPG è stata scoperta il 19.02.2020 da Fabio Donnini e furono necessari ripetuti interventi disostruttivi, cui parteciparono altri del Gruppo Speleologico Gualdo Tadino e Francesco Macchioni del GSCAI Perugia, fino a raggiungere tra strettoie e pozzi la profondità di m -60. Il 12.03.2021 dopo disostruzione si entrò nel pozzo dei Tribboli. Nel maggio 2021 squadre miste del GS Gualdo Tadino e del GSCAI Perugia discesero il pozzo e risalirono una cascata, fino a raggiungere ambienti meandriformi apparentemente chiusi. Dopo una serie di disostruzioni sul fondo, nel 2022 l’attenzione si spostò in cima alla Cascata dell’Aquila: un meandro, scelto in base a echi e misurazioni della velocità di ritorno del suono, fu disostruito, alla fine si entrò nelle zone terminali della Grotta dell’Ultima Luna, realizzando la giunzione: il 09.07.2022 Fabio Donnini e Valentino Saracini del GSGT effettuarono la prima traversata, entrando dalla Topoelefante e uscendo dall’Ultima Luna.
La grotta si raggiunge da Valsorda in circa venti minuti per la mulattiera che, dopo il rifugio Monte Maggio, taglia il monte in diagonale. Usciti definitivamente dal bosco, un ometto di sassi a valle del sentiero segnala una traccia che scende per poche decine di metri. L’ingresso è ben evidente, sul limitare tra alberi e una radura sassosa scoscesa, protetto da un graticcio in legno.
Inizia con un breve e basso cunicolo d’ingresso in lieve discesa: segue un saltino che intercetta una diaclasi, continuata con scavi da uno stretto cunicolo a semicerchio, che si apre sul Pozzo dell’Elefante (P5) e poi sul Pozzo Panza (P5). La grotta prosegue con il Pozzo Puzzola (P10) e il pozzo dello Storione (P3). Collegato da uno stretto passaggio, si apre il Pozzo del Trono (P12), e in fondo a questo con un altro traforo si accede ad un P6, alla base del quale si prosegue in orizzontale e in lieve discesa lungo una diaclasi. Oltre si apre il Pozzo dei Tribboli (P23) e un canyon che riceve lateralmente un torrente: qui una risalita di venti metri, Cascata dell’Aquila e Camino Perugia, porta in ambienti meandriformi che comunicano con l’adiacente Grotta dell’Ultima Luna. Cavità verticale e molto stretta, è solo per speleologi.
La grotta, che si apre nel Calcare Massiccio, è percorsa da corsi d’acqua, perenni anche se con regime discontinuo. All’interno della grotta le correnti d’aria e le temperature si comportano in modo variabile, per probabili apporti di flussi provenienti da zone interne non ancora raggiunte.
Gruppo Speleologico Gualdo Tadino - febbraio 2025