Grotte GSGT

TANA DEL REOLO 881 UPG

Avvertenze

Grotta semplice e suborizzontale, non presenta difficoltà, ma può essere rifugio di istrici, tassi, volpi, lupi, cinghiali, che se sorpresi all’interno non hanno altra via di fuga.

Descrizione

Breve condotta carsica nei pressi del Complesso delle Grotte di Massimetto de Nena.

Il nome della cavità è stato scelto dagli esploratori per tramandare un importante elemento dell’immaginario radicato nella tradizione gualdese, ma comune ad altri luoghi del Centro Italia. Il “Rèolo dei Seghettoni” è un animale fantastico, un rettile con la testa grande come quella di un gatto, dalle dimensioni straordinarie, vero re dei serpenti, di cui raccontavano paurosi incontri vecchi boscaioli e solitari uomini di montagna che si addentravano in impervi boschi del nostro Appennino. Al di là dell’orrore e del terrore, come in certi antichi miti, il serpente era però depositario di tesori favolosi e soprattutto della saggezza. Il luogo solitario, l’aspra selva, antichi resti di cavità dirute, l’angusto e misterioso ingresso di una tana hanno evocato la tenebrosa immagine. Da precisare che, a Gualdo Tadino, il mito del Rèolo è legato alla zona di monte Maggio, versante del castagneto: in assenza di cavità evocatrici in questa zona, averlo dislocato sul monte Fringuello è stata una licenza poetica.

Il complesso di cavità di cui fa parte la Tana del Rèolo fu indicato al Gruppo Speleologico Gualdo Tadino da Massimo Gaudenzi e fu raggiunto il 4 luglio 1981 ma il piccolo ingresso della Tana del Rèolo, poco distante dal complesso principale, non fu preso in considerazione, e solo il 09.01.2000 fu osservato. Dal 19 marzo al 30 luglio 2000 iniziarono gli scavi, ripresi nel 2014: hanno consentito l’accesso ad un tratto orizzontale di altri dieci metri.

Il Complesso delle Grotte di Massimetto si raggiunge dalla località “La Colonia” di Gualdo Tadino, si prosegue fin dove la strada è asfaltata parcheggiando davanti alle ultime case. Si cammina per la strada bianca, ampia e in salita che attraversa la pineta di Roti, oltrepassa il luogo detto “Il Soldato”, poi la fonte “i Renacci” (una sorgente a m 804). Ai Renacci si può arrivare con auto 4x4. Si prosegue per l’evidente sentiero in direzione “Cava del Ferro” fino al primo grande canalone, senza nome sulla carta IGM, affluente nord del Fosso Selva Grossa. Si risale il canalone all’interno per tracce di sentiero fino a quota m 980, dove s’incontra una breve galleria artificiale. Qui si abbandona il canalone, risalendo a sinistra e superando un paleoinghiottitoio, fino ad incontrare, quasi a quota m 1000, l’evidente complesso carsico Rèolo – Morvàn - Brèus. La Tana del Rèolo è quindici metri a sinistra (salendo) dalla Grotta di Morvàn 904 UPG. Tempo di avvicinamento (se si lasciano le auto in basso, a casa Petrini) un’ora, per un dislivello di m 450. Se si parte dai Trocchi dei Renacci si arriva in mezz’ora.

Un cunicolo scende per pochi metri e prosegue con una condotta carsica lenticolare, che si sviluppa in orizzontale per un’altra decina di metri. La grotta si è formata nella formazione del Bugarone, sono presenti mineralizzazioni di ferro. Rare ossa di animali sono state trovate nella parte discendente iniziale, oltre ad aculei d’istrice. Nei pressi dell’ingresso si osservano due grossi femori, da determinare, lasciati in loco.

Gruppo Speleologico Gualdo Tadino – marzo 2025

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